Sensazioni di
un nuotatore masters del Due Ponti
Un tricolore anche mio…
Le date ed i ricorsi.
Chissà. Era una domenica il 26 agosto del 1973 quando a Colle Val d'Elsa, in
Toscana, mi vidi sfuggire all'ultimo tuffo (un tutt'altro che acrobatico salto
mortale e mezzo in avanti carpiato da dieci metri) per soli 35 centesimi di
punto il "pupazzetto", il soprannome dato alla riproduzione della
Nike di Samotracia che veniva dato ai primi sei della classifica. 29 anni dopo,
il 26 agosto era ancora una domenica, ed ero ancora in Toscana a gareggiare,
c'era sempre un 10 di mezzo, ma era il Campionato Italiano Assoluto su prova
unica nella distanza di dieci chilometri. La località era Piombino, esattamente
la spiaggia di Salivoli. Ero contento, ce l'avevo fatta a completare la non
facile distanza, soprattutto per uno come me che non veniva dall'agonismo.
Provai una certa emozione al momento delle premiazioni quando venne eseguito
l'Inno di Mameli. Non suonava per me, bensì per Viola Valli e Luca Baldini, ma
per me essere lì, tra gli entrati in classifica, era già una gran
soddisfazione.
Avevo
ascoltato tante volte l'Inno d'Italia al termine di gare vittoriose per i
colori azzurri e, credetemi, soprattutto se si è all'estero fa davvero un certo
effetto, e ci si sente anche un poco partecipi di quella vittoria.
Ieri
era invece il 26 ottobre, mi trovavo presso il Circolo per il quale sono
tesserato pur non essendo tra i frequentatori per ragioni logistici (troppo
lontano sia dal mio ufficio che dalla mia abitazione). Già, perché quando nel
2002 la piscina per la quale nuotavo smise di portare avanti l'attività master,
decisi di unirmi ad un grande gruppo che perseguiva seriamente alcuni
obiettivi. Convinsi anche altri tre nella mia stessa situazione a gareggiare
sotto i colori del Due Ponti,
proprio perché condividevo la loro filosofia sportiva. In altre parole, invece
di essere un cane sciolto, avevo la possibilità di contribuire alla ricerca di
un importante obiettivo come la conquista del Campionato Italiano Masters per
Società.
Non ho
più la verve di 20 anni fa quando mi adoperavo al massimo per cercare di fare
proselitismo, ed ammiro per questo Lucio e tutti gli altri che hanno realizzato
questo piccolo grande miracolo, riuscire a portare a gareggiare ben 235 persone!
Qualcuno ha commentato <<Bello sforzo avete fatto a vincere: eravate così
tanti!>> Proprio quello è il grande sforzo, riuscire a coinvolgere così
tante persone, compresi quelli come me in cerca di un approdo.
Il 26 ottobre 2004 verso le ventidue, per celebrare tutti
insieme questa vittoria, nella sala proiezioni del 2 Ponti è stato suonato
l'Inno d'Italia, lo abbiamo cantato tutti insieme, con la bellissima coppa lì a
campeggiare: ho provato per la prima volta l'emozione di ascoltarlo eseguito
anche per me, e vi confesso che in quei sessanta secondi sono sfrecciati
velocissimi nella mente 40 anni di sport. Finalmente con un bellissimo
tricolore. Anche mio. Per un giorno lasciatemelo godere, da domani penserò a
difenderlo.
Fabio
Perfetto